Il giardino degli Angeli

I nostri amici pelosi

La floriterapia per i nostri amici pelosi

La floriterapia per i nostri amici pelosi

     Ogni essere vivente è caratterizzato da una propria capacità vibrazionale che lo distingue da ogni altro essere e da tutto ciò che lo circonda.
     Tale stato vibrazionale è regolato dall'equilibrio tra vibrazioni interne ed esterne. L'assenza di tale equilibrio può determinare degli effetti negativi sulla qualità della vita. 
    Le essenze Floreali aiutano ad armonizzare gli squilibri vibrazionali che possono influire negativamente sullo stato emotivo di ognuno di noi.
     La floriterapia per i nostri animali è un bellissimo supporto alternativo, per aiutarli nei diversi percorsi della loro vita. 
     Queste essenze esistono per sostenere noi e i nostri amici sia nei momenti di grande gioia che quelli di immensa tristezza, sia dalla nascita alla morte c'è sempre un'essenza adeguata a ogni passaggio, che aiuta noi e i nostri animali a rincentrarsi e ad allinearsi con le energie della natura.
     Si sono fatte tante ricerche e tanti lavori (casi clinici,casi singoli insomma chi più ne ha più ne metta) hanno lavorato tanti professionisti quali esperti di comunicazione telepatica con gli animali, veterinari,persone che hanno sostenuto e contribuito a fornire casi sull'uso delle essenze floreali con gli animali ottenendo sempre risultati positivissimi.
 
Impiego

     L'impiego delle essenze negli animali è simile a quello nell'uomo.
     Occorre innanzi tutto raccogliere dal proprietario quante più informazioni possibili sull'animale e sulla situazione famigliare in cui vive.
     Nel caso degli animali selvatici o smarritici si basa sul luogo del ritrovamento e le eventuali lesioni subite. Si esamina il tutto e si selezionano le essenze appropriate.

Esistono molti modi per individuare l'essenza adeguata.

1- situazione famigliare
2- le carte ABEF. Una serie di splendide immagini colorate raffiguranti le singole essenze floreali. Si   può far scegliere al proprietario la carta che sente vibrare oppure addirittura all'animale stesso.
Si spargono le carte e si lascia che l'animale scelga la propria accucciandosi sopra alla carta, annusandola con insistenza o dimostrando in altro modo particolare interesse.
3- la Rabdomanzia (pendolino)
4– la kinesiologia o test muscolare sia con il kinesiologo che con una terza persona che lo fa per il cane

     Le essenze sono 68 singole poi hanno preparato 19 ESSENZE COMBINATE appositamente per sopperire a situazioni molto comuni. Stress, paure, adolescenza mancanza di concentrazione ecc.
si possono dare le combinazioni e poi aggiungere l'essenza singola (se non c' è già nella combinazione) per aiutare di più a sopperire il problema (o dell'animale o della persona )
di solito si consiglia di far prendere le stesse essenze al proprietario nel caso in cui è il proprietario stesso a trasmettere la negatività (stress, nervosismo, paura... ecc.)

CONTATTACI PER SAPERNE DI PIU'.............................

 
"Se tutti gli animali sparissero, l'uomo morirebbe di una grande solitudine nello spirito, perché qualunque cosa accada agli animali, accade anche all'uomo. Tutte le cose sono connesse tra loro. Ciò che accade alla Terra, accade ai figli della Terra".
Capo Seattle della tribù Suwamish.
Reiki e ...........gli animali

Reiki e ...........gli animali

TRATTARE CON AMORE, RISPETTO
E REIKI I NOSTRI AMICI ANIMALI

Reiki e Amore: il corretto modo di trattare
 
     Nel trattare un animale non dobbiamo mai prescindere dal buon senso e come per gli esseri umani va rispettata la medicina, per l'animale vanno rispettate le diagnosi e le cure veterinarie. Trattare con il Metodo Reiki gli animali significa in primo luogo instaurare anche nel momento del trattamento la stessa fiducia che contraddistingue il consueto convivere. Quindi, anche se il loro intuito permette di cogliere il nostro intento positivo, dobbiamo mettere in campo grande delicatezza e cercare anche nel momento del dolore una buona sintonia.
Massaggi per i nostri amici cavalli

Massaggi per i nostri amici cavalli

     A volte accade che un cavallo si comporti in modo strano; può resistere alla mano in una direzione; può non essere capace di “tenere il galoppo”; si rifiuta di effettuare i cambi di galoppo; o non salta più come prima. E mille altre situazioni di rigidità o comportamenti anormali. Addirittura può essere zoppo.
     Il cavallo viene sottoposto a visita veterinaria e “scannerizzato”, ma anche le radiografie non mostrano niente di diverso dal solito. Ma allora cosa sta succedendo?
     Niente accade senza un motivo. Quasi sempre, la causa del problema risiede in un piccolo agglomerato di tessuto – appartenente ad un muscolo – non più grande della punta del nostro dito pollice, che non è più in grado di svolgere la propria funzione.
     La cosa è aggravata dal fatto che questi problemi spesso non presentano sintomi visibili.
     Non c’è niente nei libri di veterinaria che aiuti la diagnosi di questo tipo di problema ed invece dovrebbe esserci perché a volte anche se la terapia veterinaria è stata effettuata, il cavallo fatica a ritrovare la pienezza di condizione o il recupero al cento per cento.
     Il trattamento veterinario spesso si ferma nel momento in cui la lesione o “l’anomalia” è stata curata definitivamente e non tiene conto delle conseguenze di quest’ultima sulla capacità di movimento del cavallo.
     Succede poi molto spesso che un cavallo non abbia veramente alcun problema evidente riconducibile a qualche problema articolare o a qualche ferita, ma ugualmente non sia in grado di “esprimersi” come prima.
     Spesso è proprio l’errore nel non riconoscere che il sistema muscolare può essere la causa unica e primaria dei problemi che determina una terapia inadeguata.
     Sfortunatamente ancora oggi si fa tantissimo per rimediare e curare problemi ortopedici e zoppie, ma pochissimo è stato fatto nella prevenzione o correzione di “problemi da sforzo”.
     Se non si realizza che il sistema muscolare – 60% del peso corporeo del cavallo e sistema responsabile del movimento – è la causa predominante di problemi legati al movimento, molte cose resteranno invariate.
     Non bisogna mai stancarsi di ripetere e ricordare a tutti, proprietari, allevatori, guidatori e fantini, questo principio fondamentale: sono i muscoli che fanno muovere le ossa del cavallo, cos’altro?
     Il corpo del cavallo è fatto per potersi muovere in maniera forte ed elastica allo stesso tempo.        Quando questo non accade più significa che c’è un problema.
     Il motivo principale per cui ciò accade è la contrattura muscolare che risulta come conseguenza di eccessiva tensione e sforzo o di uno strappo muscolare. Altre cause concomitanti sono naturalmente legate all’età, al temperamento, a problemi di ipertrofia muscolare o di atrofia conseguente a traumi o ancora le conseguenze di traumi e incidenti di ogni genere.
     I cavalli in agonismo che devono quindi “dare il massimo” sono quelli più esposti a questo tipo di problemi, anche perché è molto difficile stabilire cosa e quanto sia questo “massimo” da raggiungere. E’ il fatto di voler ottenere sempre di più dall’animale che lo porta a “rompersi”. Tutto si paga, solo che in questo caso è l’animale a farne le spese.


tratto dal sito www.equiter.it di Eliana Speziale

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Ho fatto una serie di trattamenti di terapia cranio sacrale con Donatella per grossi problemi cronici alla cervicale. Dopo le prime due sedute ho constatato un deciso miglioramento che è progredito nelle successive. Non posso far altro che consigliare questo trattamento a chiunque avesse problemi ...

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